sabato 12 marzo 2016

REFERENDUM ASSEMBLEA NAZIONALE VENERDI 18 MARZO

 Il Comitato per il No nel Referendum Costituzionale e il Comitato per i 2 referendum abrogativi contro l’Italicum
promuovono un incontro pubblico nazionale degli aderenti
aperto ai cittadini:

Una Primavera per la Democrazia
Raccogliere le firme per due referendum abrogativi contro l’Italicum
e uno per bocciare la controriforma costituzionale

Venerdì 18 marzo, h. 14,30 – 18,30
Camera dei Deputati Auletta dei Gruppi parlamentari, 
via di Campo Marzio 78

PROGRAMMA:
14.30 – Presentazione: Domenico Gallo
14.40 – Introduzioni: Alessandro Pace (Presidente comitato per il No), Massimo Villone  (Presidente Comitato anti-Italicum)
15,10 – Interverrà Carlo Smuraglia, presidente dell’Anpi nazionale 
15.20 – interverranno tra gli altri alcuni firmatari dell’appello per la raccolta delle firme, altre personalità e rappresentanti dei comitati: Alberto Asor Rosa, Francesco Baicchi, Ginevra Bompiani, Sandra Bonsanti, Marina Boscaino, Antonio Caputo, Francesca Chiavacci, Alberto Civica, Alfonso Gianni, Maurizio Landini, Silvia Manderino, Ugo Mazza, Moni Ovadia,  Vincenzo Palumbo, Pancho Pardi, Giorgio Parisi, Andrea Pertici, Antonio Pileggi, Roberta Radich, Franco Russo, Giovanni Russo Spena, Mauro Sentimenti, Enza Stumpo, Raniero La Valle, Alex Zanotelli 
18.20 – Chiusura dei lavori e lettura dell’odg conclusivo: Alfiero Grandi 

Milano 19 Marzo 2016

MILANO CONDIVIDE LA RESPONSABILITA'!

Ecco la locandina della tappa assembleare di Milano,


Sabato 19 marzo 9,30-12,30!

RESPONSABILITA' FA RIMA CON LIBERTA': 


PASSAPAROLA!!! 


sabato 16 gennaio 2016

giovedì 14 gennaio 2016

... sulla svendita dei beni collettivi ...

Parere di Paolo Maddalena, giurista e magistrato italiano, già giudice costituzionale:

gli immobili di carattere storico e artistico sono, come diceva Massimo Severo Gianni, “proprietà collettiva demaniale” del Popolo italiano, e lo Stato, e comunque l’Ente pubblico, è solo “gestore”.  
 
La vendita (spesso svendita) di questi beni, che sono “demaniali” e pertanto “inalienabili, inusucapibili e in espropriabili”, comporta un “danno economico e culturale” alla collettività, danno che deve essre risarcito dagli amministratori e dipendenti pubblici che hanno effettuato la vendita attraverso un’azione popolare da esercitare davanti al Giudice comune competente da parte di una Associazione ambientalista.

Ricordo che, a termine della legge 341 del 1990 “i portatori di interessi diffusi” possono intervenire nel procedimento amministrativo in corso e far sentire la propria voce al “responsabile del procedimento” (art. 9). 

Il Popolo ha la “proprietà collettiva diretta” dei beni demaniali e una “superproprietà” sui beni privati di interesse culturale e artistico, ai sensi dell’art. 42 della Costituzione, che tutto subordina all’utilità sociale” e che “riconosce e garantisce” la proprietà privata” soltanto se persegue la “funzione sociale”. 

Se il proprietario svolge una funzione “antisociale” (ad esempio vende il bene, o licenzia i dipendenti) perde la proprietà privata del bene, che diventa “proprietà collettiva” del Popolo a titolo di sovranità, senza bisogno di versare indennizzi. 

Devo precisare che una legge assolutamente incostituzionale si oppone a questi principi invalicabili: è il decreto legislativo n. 85 del 2010, firmato Berlusconi Bossi (il cosiddetto federalismo demaniale), il quale va portato all’esame della Corte costituzionale sollevando un ricorso incidentale in uno dei processi ai quali ho fatto cenno e la Corte costituzionale, secondo me, non potrà non annullarlo.